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Perchè dico no allo svezzamento precoce

Autore: Luisa Valentini 

Professore Associato di Clinica Ostetrica e Ginecologia Veterinaria

Università degli Studi Aldo Moro, Bari

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A giudicare dai video che sempre più mi passano davanti, lo svezzamento precoce dei cuccioli pare sia considerata una pratica positiva; se un cucciolo di forse 20 giorni, a volte neanche quelli, attirato dall'odore delle pappe o della carne messa nelle ciotole, inizia a mangiarla l'aspetto vantaggioso quale sarebbe?

A parte la solita soddisfazione di mostrare al mondo cuccioli botoli e 'precoci' (signora mia, i miei a neanche venti giorni già prendevano il cibo dalla ciotola della mamma! Intelligentissimi e precocissimi, ah che soddisfazione!!!).

I tempi di svezzamento sono altri, nessuna cagna dai comportamenti integri inizierebbe a dare cibo a cuccioli così piccoli. L'inizio dello svezzamento dei bambini sono stati spostati in avanti rispetto a qualche decennio fa, perché col progredire delle conoscenze, sono stati rivisti i criteri, tanto per capire.

L'intestino ha bisogno dei giusti tempi, a dirla tutta l'intero apparato gastroenterico, ghiandole annesse, necessita di svilupparsi adeguatamente, anche da un punto di vista immunitario.

Non solo: la suzione con tutto il suo corollario di schemi motori è un'attivazione che deve avvenire nei giusti tempi per poi regredire nel tempo. Il periodo neonatale è una fase programmata in modo precisissimo e i carnivori neonati sono esseri ultraspecializzati e dovrebbe essere garantito il tutto, mentre avviene quasi sistematicamente il contrario (ho ahimè visto video di cuccioli con ciuccetto, ma questo è uno dei tanti effetti assurdi da regressione social).

Sin dal primo giorno i cuccioli vengono continuamente manipolati, unitamente alle madri. Pare che sia indice di cure amorevoli). Paffuto, se non grasso, è indice di benessere? Aumentare i tassi di crescita, a prescindere dalle approvazioni  social (una iattura), non dà nessun vantaggio, anzi.

Tempo al tempo, che in una specie in cui ogni giorno ha un enorme peso specifico, data la rapidità di sviluppo evolutivo, la calibrazione dell'alimentazione (oltre a tanto altro, ma...) e il rispetto dei tempi di introduzione sono fondamentali per il futuro sviluppo e per la prevenzione di criticità a medio e lungo termine.

E prima che mi arrivi qualche tabella di qualche ditta produttrice di alimenti starter, ribadisco che l'allattamento naturale (in assenza, quello meno ottimale artificiale) deve essere l'unica fonte fino almeno ai 25-26 gg, meglio se fino alle 4 settimane (con piccole oscillazioni in base ai tassi di crescita e sviluppo dei cuccioli).

Non c'è nulla che sia ricco di fattori biologici di crescita come il latte materno che non fa ingrassare quanto quello artificiale, perché molto più idoneo. Un cucciolo sano non è un cucciolo dilatato

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